L’Italie met à l’honneur le film « Peshmerga » (« Bernard-Henri Lévy al fianco dei curdi con un film Foto », Corriere della Sera, le 9 juillet 2016)

MARCHESCANNESPESHMERGA1

A lire, en italien : le bel article de Stefano Montefiori, correspondant pour le grand quotidien italien le Corriere della Sera, à propos de la soirée dédiée le 9 juillet 2016 par le Festival de Spoleto, en Ombrie, au film de Bernard-Henri Lévy, Peshmerga, en sélection officielle.

« La pellicola è stata presentata a Cannes, poi all’Eliseo al presidente Hollande e arriva in anteprima italiana il 9 luglio al festival dei 2 Mondi di Spoleto.

Da luglio a dicembre 2015, Bernard-Henri Lévy ha risalito con la sua troupe i 1.000 chilometri della linea del fronte che separa il Kurdistan iracheno dai territori controllati dallo Stato Islamico. «Ho seguito le unità di élite dell’esercito curdo. C’erano due principi: percorrere la strada senza idee preconcette, e accompagnare i soldati curdi ovunque, per essere presente al momento dei combattimenti». Ne è nato Peshmerga, un film che documenta in modo commovente la lotta di un popolo contro l’oscurantismo islamista. Peshmerga è stato presentato a Cannes, poi all’Eliseo al presidente Hollande, e arriva il 9 luglio alle 21.30 al Festival di Spoleto.

 

Guardando il film ci si chiede come è possibile che l’Occidente non aiuti in modo più convinto i curdi. «È il motivo per cui l’ho girato e sono felice di essere a Spoleto per porre pubblicamente la questione — dice Lévy —. La porrò anche a Londra la settimana prossima, alla Camera dei comuni. Non solo i curdi sono dalla nostra parte e condividono i nostri valori, ma i soli a fare barriera con il loro corpo per proteggere per esempio i cristiani d’Oriente sono i curdi. Musulmani che rischiano la loro vita tutti i giorni per salvare i cristiani d’Oriente. Musulmani che si battono perché il cristianesimo non sia sradicato dalla terra in cui è nato. Persone che fanno la guerra perché restino al mondo delle donne e degli uomini che parlano la lingua di Cristo, ovvero l’aramaico.

«In una pausa delle riprese sono stato ricevuto in Vaticano e ho parlato a lungo con monsignor Parolin, il segretario di Stato. Ho portato delle immagini del monastero di Mar Matta, bersaglio delle bombe dell’Isis. I difensori delle origini della cristianità hanno bisogno dell’aiuto delle nazioni a maggioranza cristiana e, ovviamente, del Vaticano».

Peshmerga è un nuovo capitolo nel percorso di intellettuale impegnato del filosofo Bernard-Henri Lévy. «Ho fatto queste cose per tutta la vita. In Bosnia, in Libia, in Africa, in Colombia, ho realizzato spesso dei reportage dal fronte. E ho sempre pensato che ci fosse un dovere non solamente di dire, ma anche di fare. Bisogna agire in modo coerente con quel che si asserisce, quando si vuole comprendere la lotta di un popolo bisogna cercare di calarsi nella sua realtà. È quel che ho imparato da George Orwell in Omaggio alla Catalogna. Gli scrittori che ammiro, George Byron o André Malraux, condividono le esperienze di coloro di cui celebrano le lotte».

Il film oscilla continuamente tra la speranza e il coraggio delle forze curde — riprese mentre allestiscono i piani di battaglia, o interrompono un pasto per andare in fretta sul fronte a respingere un attacco jihadista — e la tragedia incombente.

Si impara a conoscere il comandante Magdid Harki, e lo si vede poi cadere in battaglia. Le immagini sono riprese dal capo operatore Tayeb, che rimane gravemente ferito saltando su una mina. «Per tre settimane ho fermato il film, ero tentato dal rinunciare. È stato Tayeb a convincermi, era troppo importante andare avanti».

Peshmerga ha un valore di testimonianza, ma non solo. Non si tratta semplicemente di raccontare la realtà, ma anche di provare a modificarla. Lévy e i comandanti curdi sono stati ricevuti da Hollande, che dopo l’incontro ha dato il via all’operazione militare per riprendere allo Stato Islamico la città cristiana di Qaraqosh. E il filosofo ha ottenuto per le truppe curde le tute e le maschere indispensabili per difendersi dalle armi chimiche dell’Isis.

Sono le prime, importanti, conseguenze pratiche di Peshmerga. «Mi piacerebbe che dopo la proiezione ci mobilitassimo per comprare altre maschere antigas per i combattenti curdi, i protettori dei cristiani, attaccati con il gas mostarda. Lancio un appello al pubblico di Spoleto». »

http://www.corriere.it/cultura/16_luglio_08/pashmerga-bernard-henry-levy-film-cb53ee08-4535-11e6-888b-7573a5147368.shtml?refresh_ce-cp

 

Capture d'écran 2016-07-06 16.30.55


Classés dans :,